Per il leggendario compleanno di Venezia

Che regina sia del mare
mai nessun lo può negare.

È Venezia tra le streghe
guella più con tante pieghe.
Quand’è giorno colorata,
sembra esser mascherata,
si presenta al tuo cospetto
come donna da diletto.
Se la guardi e poi l’ammiri
sol dal Ponte dei Sospiri
sa donarti qualche posa
senza far la misteriosa.

Ma ben altro può elargire
a chi ben la vuol capire,
nel rispetto e devozione
puoi trovar le cose buone.
Non son fatte di palazzi
né mosaici o troppi arazzi.
Son le pietre del selciato
che ti fan sentire amato,
se ti fai portare via,
sol da lor trovi Energia.
Dalle calli tanto strette
puoi raggiunger nuove vette:
-c’è la grazia nell’andare
se qualcun tu fai passare
-anche in mezzo al mondo intero
trovi argine sincero
ai pensieri più sguaiati
quando a Lei son confidati.

È quel dialogo da figlio,
anche quando sei in esilio,
che dà forza al tuo vagare
ma che spinge a ritornare.

Questa strega dà risposta
a chi l’ama senza sosta.
È uno specchio che riflette
tante cose ancor non dette.
Può esser madre o pur bagascia,
ma un’impronta sempre lascia
ciò dipende dal tuo sguardo
quand’è vero o è infingardo.

         (Gianpaolo Simonetti)

Notte piena densa luminosa solitaria
Sdraiato al confine
Tra la calle o il canale
Morendo per l’ennesima volta in pace
Rinascendo per l’ennesima votta in tumulto
Sussurrando i misteri più intmi
A pelo d’acqua
L’eco interno
L’eco del cielo
L’eco dei campi
Con le campane di mezzanotte
Suonano un concerto universale intimo
Che rasenta l’impossibite
E diventa passo
Diventa incontro
Diventa incrocio-mescolanza
Voglia di riscoprire
Sempre comunque nuovo prospettive nel caldo
dondolio di una città madre
Liquida e avvolgente
Mai soffocante
Se non nel pollaio inebetito usato dall’uomo
Affacciato a una altana
Rincorrendo lo sguardo
Che corre tra i fili della luna
Dei lenzuoli appesi
Dei comignoli svelati
Niente si può nascondere
Tutto si può nascondere
In barca a remi di notte
In un rio
Tra il piscio che esce dai muri
Altissimi
Fino al cielo di Hugo Pratt
Enorme lenzuolo rovesciato
Che ti dondola
Dentro un piccolo coloratissimo
Sogno di bambino.

                    (Arrigo Mozzo)

 

 

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